

Sardegna sud orientale, località Marina di Gairo
Lat. 39°43’40” Long. 9° 40’ 28” E. Alt. 3 m. slm.
Il Sole è ormai da un’ora sotto la linea del tramonto.
Il crepuscolo nautico “accende” le stelle degli antichi navigatori, l’orizzonte tra non molto sarà cancellato, il mare e il cielo si fonderanno …le stelle sorgeranno dalle acque!
Il cielo come una visione onirica, ha tutte le sfumature del blu e del viola, l’aria è ferma come un lago e limpida come il cristallo…
“…In purissimo azzurro veggo dall’alto fiammeggiar le stelle, cui di lontan fa specchio il mare,e tutto di scintille in giro”….(da “La Ginestra” G. Leopardi)
Due ottanta ED aspettano la notte, rivolti verso il centro galattico, pronti a “rastrellare” nel Sagittario.
Norberto ed io, anche qui compagni d’osservazioni, sotto questo nuovo cielo, distante mille anni luce da quello di casa… Sono sicuro che anche tu, amico mio, nelle nebbiose sere d’inverno, immerso nella luce arancione di una città impazzita, sognavi una Via Lattea così, che sembra dipinta con l’aerografo.
Tale è la qualità del cielo che sembra di essere al Nivolet (2600 m.slm), in ciabatte e calzoncini, ma con una temperatura che è una goduria!
La luce rossa delle torcette richiama l’attenzione di alcuni curiosi,che come farfalle notturne, vengono calamitati verso le nostre postazioni… si rendono presto conto, che qui sta per accadere qualcosa di straordinario. Si uniscono a noi anche dei turisti francesi, smaniosi di guardare nei telescopi…Mesdames et Messieurs : ”Le spectacle est en train de commencer”.
I cugini d’oltralpe rivolgono qualche timida domanda in una lingua che diventa presto un compromesso, tra i nomi arabi delle stelle, il dialetto milanese e la gestualità dei mimi teatrali…ma la lingua universale è quella del cielo…mette tutti d’accordo!
La nostra esplorazione comincia con le regioni più interne della galassia; ci tuffiamo nella Laguna (Messier 8); metto nel diagonale un oculare da 3°, così abbraccio anche la Trifida ed M21. Che quadro fantastico, che qualità l’immagine! Faccio scivolare il telescopio sugli ammassi più meridionali di Messier M6 e M7 prima che scappino dietro i monti a sud est;quei “grappoli” nonostante siano appena sopra la cresta e leggermente disturbati dalla turbolenza locale ,hanno stelle come zaffiri.
Risalgo a latitudini sopra i -20 percorrendo il sentiero lattescente che porta dritto nel polverio di M24, un’associazione stellare densa come un pugno di farina. Si distinguono bene le due Barnard al suo interno (nebulose oscure B93-B94). Il cielo in questa regione brulica letteralmente d’oggetti, alcuni fuori portata, ma che fanno sentire la loro presenza con tenui discontinuità del fondo cielo pullulante di stelle.
Invito “la Francia” a godersi lo spettacolo di un open cluster straordinario: M25… quelli neppure mi ascoltano tanto sono impegnati con Norberto che li sta portando a spasso nel Cigno con il laser verde. Mi muovo in longitudine, spostando l’ottantino di una decina di gradi verso ovest e non mi faccio mancare M23 prima di risalire verso lo Scudo.
Non ricordo di aver visto mai una “Swan Nebula” così contrastata. Anche senza far uso di filtri interferenziali, percepisco dettagli che con il C8 (200 mm) raramente ho notato… L’apertura del telescopio conta,certo, ma a fare la differenza è la qualità del cielo!
Con la Via Lattea così intensa, appaiono nel loro splendore le nebulose oscure, stille d’inchiostro rovesciato nel biancore galattico. Ne osservo parecchie nell’Aquila e in fondo al Serpentario… vedo il cielo vivo e vibrante, “come il suono di un violino”.
Metto in verticale il tele e resto venti minuti nella regione della 7000… Che spettacolo!Il “golfo del Messico” (porzione della nebulosa nord America) è una “voragine oscura”:Visione indimenticabile!
E’ormai l’una…Giove ha saltato il meridiano, siamo rimasti solo noi due, reduci delle emozioni del centro galattico! Parliamo a bassa voce. Dal mare “vengono su” le stelle come sorprese tirate fuori dal cappello;Aldebaran vendica Antares e duella con Marte tra le corna del Toro, l’alfa Aurigae accompagnata dalle “caprette” ci preannuncia scenari nuovi.
Ribalto il telescopio lungo l’impetuoso torrente stellare spostandomi nel braccio di Perseo. Faccio una trasferta negli Ngc della “regina vanitosa” (Cassiopea) e vado in crescendo con i Messier dell’Auriga ormai a quaranta gradi sull’orizzonte e il “Doppio Ammasso”.
Dov’è finito il Norbi? Si è perso negli spazi siderali?… Eccolo che torna, con il PC sotto braccio?! ...ho già capito tutto…In un attimo collega la web cam al tele e dirige su Giove. Ora la notte ha preso una piega “planetaria”. Jupiter ricambia le attenzioni, mostrando in una nottata quello che solitamente mostra in un mese. Transiti, occultazioni, eclissi, ombre, occultazioni reciproche delle lune medicee, macchia rossa ….un tripudio!
Nell’accampamento tutti riposano…nel silenzio si sente una voce euforica a 60 decibel (indovinate di chi) sommata al rumore delle ventole del PC che acquisisce, acquisisce, acquisisce …
Ormai manca poco all’alba, nel trambusto delle riprese non ci siamo accorti della levata del gigante… Orione maestoso è quasi completamente allo scoperto, manca solo Saiph,il piede destro, ancora sott’acqua… Rimaniamo attoniti, con lo sguardo fisso, a contemplare “Il gigante”. Venere elongato a ovest di una ventina di gradi, emerge dall’orizzonte ormai rischiarato.
“…Così tra questa immensità s’annega il pensier mio:e il naufragar me dolce in questo mare.” (G.L)
Nell'immagine Ngc 7000 nebulosa" Nord America" Misti Mountain Observatory